Intelligenza Relazionale

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Relazioni, relazioni, relazioni. Ultimamente sembra che il problema principale di molte persone sia come relazionarsi con gli altri, o come costruire relazioni solide e felici. Anche quando lavoro con imprenditori, professionisti e manager, nella maggior parte dei casi tocchiamo anche il tema delle relazioni personali.

Senza dubbio la qualità delle nostre relazioni influenza la qualità della nostra vita.

A volte, incontro anche persone contentissime delle proprie relazioni. E proprio su queste persone ho fatto una piccola indagine per capire quali sono le strategie relazionali più efficaci, ed ho sviluppato un mio modello che può essere d’aiuto.

Prima di tutto dobbiamo analizzare tutti i tipi di relazioni importanti per noi, e io ne ho individuate sei di estrema importanza:

  1. la RELAZIONE con SE STESSI;
  2. la relazione con i propri FAMILIARI;
  3. la relazione con i propri AMICI;
  4. la relazione con l’altro SESSO;
  5. le relazioni PROFESSIONALI;
  6. le relazioni con gli SCONOSCIUTI.

La prima, la RELAZIONE CON SE STESSI è la più importante! Qualsiasi tradizione mistica o di crescita personale insiste sulla qualità del rapporto con se stessi. Diventare amici di noi stessi fa la differenza nella nostra vita… e con gli altri. Stare vicino ad una persona che non si accetta e non si ama, non è facile… anzi! Amare noi stessi è anche uno dei migliori modi per amare gli altri, per amare chi ci ama e per attrarre a noi le persone che vogliamo. Avere una buona relazione con se stessi non vuol dire sentirsi migliori degli altri, non vuol dire fare i preziosi (o come si dice a Roma “tirarsela”!), e non vuol dire squalificare gli altri. Vuol dire riuscire a star bene in solitudine, vuol dire coltivare interessi propri, vuol dire amare il proprio corpo, i propri pensieri, le proprie emozioni e la propria spiritualità.

La seconda relazione è una relazione importantissima. Fare “pace” con le nostre radici, accettarle per quelle che sono, qualunque esse siano, è un passo importante verso la maturità, l’equilibrio e l’intelligenza relazionale. Qui il discorso sarebbe molto lungo, e forse merita un post a parte. Ad ogni modo riuscire a valorizzare e a conciliarci con le nostre radici è un passo che consiglio a chiunque.

Nelle altre relazioni dobbiamo chiederci cosa possiamo offrire, cosa vogliamo… e dobbiamo sapere che saranno profondamente influenzate dalla relazione con noi stessi.

Ma la cosa che pochi sanno, è che bisogna anche essere STRATEGICI nel conoscere gli altri. Dobbiamo chiederci in quale AMBIENTE incontriamo qualcuno. Dobbiamo osservarlo/a quando non si sente osservato/a. E dobbiamo essere attenti ai nostri atteggiamenti. Vi faccio un esempio: incontro molte persone che sono “sospettose” verso gli altri e verso le nuove conoscenze, e puntualmente si lamentano delle persone che incontrano. Quando chiedo loro “come mai con tutte le precauzioni che prendi, a tuo dire, alla fine resti sempre fregato/a?”, entrano in crisi e pensano che diventare ancora più sospettosi sia la soluzione! E non si accorgono che l’essere sospettosi peggiora la situazione: è una vera e propria tentata soluzione disfunzionale! Ma secondo voi, una persona di cui ci si può fidare, quando incontra una persona sospettosa, perde tempo a convincerla della propria onestà e trasparenza, o si gode la vita con qualcun altro che ha meno “pippe mentali”? E così non ci accorgiamo che il sospetto attrae proprio le persone che sanno che con un po’ di insistenza e con qualche “balla” riescono ad aggirare i nostri sospetti… e ci lasciamo scappare le persone di cui potremmo fidarci e con cui potremmo costruire relazioni basate sulla fiducia e sul rispetto reciproco. Addirittura pensiamo male di quelle persone che si allontanano, fermandoci alla nostra sensazione di abbandono, anziché valorizzare un’informazione importantissima: quelle persone stanno RISPETTANDO la nostra sospettosità e non vogliono forzarci.

Che fessi eh? E il bello è che questi nostri atteggiamenti li difendiamo anche!

Sulle relazioni, visto che sono “di moda” in questo periodo, scriverò ancora.

Nel frattempo il mio consiglio è di mettere in discussione il nostro atteggiamento, e di migliorare la relazione con noi stessi.

Buone relazioni e buon te stesso/a!

Piercarlo

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