I vantaggi del non guardare più la TV da molti anni

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In questi giorni si sta tenendo il festival di Sanremo, e ovunque leggo commenti, critiche, link, post… e bla bla bla..

Qualcuno mi ha anche chiesto cosa ne penso.

E così, con un pizzico di orgoglio rispondo dicendo che non guardo la tv dall’estate del 1994.

Sì, dal 1994. Ero un tv dipendente: da piccolino guardavo cartoni animati a tonnellate. Quando avevo la febbre (a volte inventata) e rimanevo a casa la mattina, la passavo a guardare tutti i telefilm possibili: Supercar, i Chips, l’uomo e la donna bionica, Hazard, Super Vicky… tutti!

Addirittura, nel mio diario del liceo, avevo iniziato un gioco: elencare tutti i cartoni animati che conoscevamo. Abbiamo superato i 100!

Collezionavo video-cassette. Guardavo film in tv con il dito attaccato al pulsante “pausa” del videoregistratore, per registrarli al meglio e senza le pubblicità.

Ma poi successe qualcosa. Andai poi al campo di allenamento di arti marziali che si teneva ogni estate: una settimana in mezzo alla polvere a tirare calci e pugni nel vuoto. Entusiasta e divertito, quando tornai a casa, mia mamma (illuminata), mi disse: “E come sei sopravvissuto 8 giorni senza la tv?”.

Il giorno dopo comprai il libro “CATTIVA MAESTRA TELEVISIONE” di Karl Popper, tuttora uno dei miei filosofi e intellettuali preferiti. E mi fece riflettere molto sugli effetti della tv sulla persona.

Mi dissi “Se sono stato 8 giorni senza, posso starci 9, 10, 11…”

Da quel momento smisi di guardare la tv. All’inizio non del tutto: il telegiornale era sempre attivo in casa mia. Ma non la cercavo più.

Iniziai sempre di più ad apprezzare la mia vita senza quella scatola. Sì, ero e sono, fuori dal mondo. Anche i colleghi mi prendono in giro per questo: mi dicono che l’ultimo volto famoso di cui ho memoria sia Heather Parisi (che adoravo)! Ah ah… ma essere preso in giro mi fa piacere!

Gli effetti positivi del “digiuno di tv” non hanno ritardato a farsi sentire. Ma quali sono i vantaggi del non guardare più la TV da molti anni? Molti:

  • maggiore serenità personale; 
  • maggior fiducia negli altri e nel mondo;
  • maggiore attenzione ai rapporti personali; 
  • curiosità e passione nello scoprire il mondo esterno. 

Ma il vero riscontro dei vantaggi di questa scelta li ho sperimentati in due occasioni.

La prima, quando nel 2008 mi sono iscritto a Couchsurfing, un sito in cui puoi chiedere ospitalità mentre viaggi e offrire ospitalità a chi viaggia. Tutti gli altri mi consideravano un pazzo, solo perché loro consideravano il mondo pericoloso e io, proprio a causa di questa dieta della tv. Molti amici mi dicevano “Ma hai sentito di quel caso?… etc..”, e io ovviamente, all’oscuro di tutto, affidandomi alla realtà che sperimentavo tutti i giorni, avevo una percezione diversa, di maggior fiducia negli altri. La più grande soddisfazione non è stata ospitare oltre 120 persone (clicca qui per guardare il mio profilo couchsurfing), ma vedere i miei amici iscriversi dopo un annetto dalla mia iscrizione e i miei genitori chiedermi ogni volte “chi stai ospitando questa volta?”.

Ma la seconda esperienza è stata ancora più forte: a fine del 2009 decisi di andare in vacanza in IRAN, da solo. Per chi guarda la tv, l’Iran è probabilmente il paese del diavolo, dove le donne vengono trattate malissimo e i cristiani perseguitati. Per me era l’antica Persia. Quando sono partito, i miei genitori si sono messi a piangere, cercando di dissuadermi dal partire. Sono riuscito a far sapere ai miei che stavo bene solo dopo 3 giorni dal mio arrivo a Tehran, in quanto i cellulari internazionali erano bloccati. Beh, la mia esperienza in Iran è stata così bella che a fine 2012 ci sono tornato, e voglio tornarci nuovamente per portarci i miei genitori. L’ospitalità che ho trovato in quel paese non l’ho trovata in nessun altro posto (ed ho visitato oltre 40 paesi nel mondo). Cortesia, gentilezza, sorrisi, ospitalità… valori che in altri posti che consideriamo “più civili” (o che la tv ci fa considerare tali), io non ho visto! (clicca qui per vedere le foto del mio primo viaggio in IRAN)

Qual è stata la mia “fortuna”? Non avere pregiudizi o idee influenzate dai media e dalla tv.

Mia madre (che io adoro) guarda 47.659 telegiornali al giorno e come tutte le mamme mi dice sempre “stai attento”. E so che me lo dirà anche quando io avrò 70 anni e lei 98! Ma ora, quando mi dice “hai sentito di quell’omicidio o di quello stupro?”, io le faccio sempre la stessa domanda: “Mamma, ma in 68 anni di vita vissuta tu quanti omicidi hai visto nella tua vita? Quanti stupri hai visto? Forse ti avranno scippato due volte e un paio di scippi li avrai visti commettere!”. O sbaglio?

Quanto di quello che vi racconta la tv voi sperimentate nella vostra vita di tutti i giorni? Io pochissimo… e credo di vivere nella vostra stessa realtà! In questo la tv ci avvelena: ci avvicina a realtà lontane e ci allontana da realtà vicine.

Nella mia realtà di tutti i giorni non vedo omicidi, stupri, e quanto ci racconta la tv. Ma invece vedo gli effetti di ciò che non ci racconta, tipo la corruzione: servizi pubblici mancanti, difficoltà lavorative, etc…

Per questo, il mio consiglio è di spegnere la TV e di accendere la realtà!

Buon divertimento…

Piercarlo

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